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Finalmente! Qualcuno a capito che il lavoro del Restauratore d’Auto sta scomparendo, e non viene da qualcuno che, tanto per fare due chiacchiere, ma ben sì da Roberto Loi il presidente dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano).

In un articolo pubblicato sulla rivista del mese di Febbraio 2009 “La Manovella” mensile dell’associazione, mette a conoscenza della funzione principale che ha questo Club, a cui i suoi fondatori credevano e miravano, ed è quello della conservazione del patrimonio storico motoristico, ma Loi, non è preoccupato per motivo dell’ASI, ma per il patrimonio motoristico, dove mette in evidenza la carenza ed il ricambio generazionale per la manutenzione dello stesso, citando testualmente: “Quando affronto, sia in sedi dove lo scambio di opinioni è più formale, sia ove si scambiano le idee a ruota libera, il discorso relativo al futuro del motorismo storico, colgo una diffusa preoccupazione circa la presenza limitata dei giovani che nutrono e coltivano la nostra passione, ben più raramente viene a galla la preoccupazione per il futuro restauro o manutenzione dei nostri veicoli, che sono l’essenza del nostro movimento.”

Giuste e fondate le preoccupazioni del presidente d’ASI, ma la colpa non e soltanto dei giovani che non vogliono più fare i carrozzieri o tappezzieri, elettrauto, ecc, la carenza del cambio generazionale nell’artigianato e in tutti i settori, ai nostri giovani gli abbiamo fatto credere che è molto meglio prendere una laurea a dispetto di un mestiere insegnato da un mastro artigiano.

Il risultato di questa politica ci a portato oggi ad avere schiere di dottori, geometri, ecc. ecc., ma non più dei giovani bravi artigiani, credo sia il tempo di cercare delle soluzioni a questo problema cominciando dalla scuola, e credo che in questa fase qualcosa stia cambiando in essa, ridando il voto di merito e non il politico, ma creando anche politiche di sostegno a tutte quelle aziende artigiane che intendono assumere giovani avvalendosi di periodi per la formazione lavorativa, con delle regole variabili nel tempo e nel sostegno, nella forma didattica-lavorativa, secondo le specializzazioni che questi ragazzi vogliono apprendere, faccio un esempio “parlando del mio lavoro che è quello del carrozziere, e la mia specializzazione è quella del Battilastra, ma c’è il Preparatore, il Verniciatore, quello che smonta e rimonta le vetture, ma ognuno di questi può essere imparato separatamente, certo ognuno a tempi diversi di apprendimento, pertanto se un ragazzo vuole imparare a radrizzare scocche, ci vorrà molto più tempo ed impegno che per diventare un verniciatore, senza togliere nulla a questa specializzazione, ma sicuramente molto meno difficoltosa del battilastra, dove il lavoro è molto complesso e di responsabilità.

Quello che voglio dire con queste due righe è che nutro dei profondi sospetti che sarà molto difficile conciliare tutto questo in un breve periodo, speriamo che come scrive Loi nel suo articolo, “l’ASI si farà promotore di un confronto/coordinamento tra queste categorie, in modo da fornire i suggerimenti necessari per la trasmissione delle conoscenze tecniche e pratiche in possesso dei restauratori ai giovani, che intendono apprendere tali mestieri e, contestualmente, per sensibilizzare gli organismi competenti circa la necessità di istituire corsi di specializzazione in materia, con un collegamento con gli artigiani che, accogliendo i giovani nelle loro aziende a fronte di un istruzione pratica, godano di vantaggi in materia fiscale e retributiva.”

Un plauso al presidente dell’ASI, sperando che non sia soltanto un’idea, ma un’iniziativa vera, portata avanti con serietà, anche perché è in gioco tutto il patrimonio storico motoristico, ed anche l’associazione stessa visto che esiste per, e soltanto per questo motivo!

Silvano Castelletti


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